I primi due sono stati donati dalla famiglia Cesco-Canali alla Fondazione per il Pronto Soccorso. Poi la Fondazione stessa ha acquistato due smartphone e 5 tablet – in attesa che arrivassero i telefoni promessi dalla Regione e i tablet che l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Bologna donerà agli ospedali della città – e li ha distribuiti in Terapia intensiva, a Malattie infettive, in tre reparti di degenza Covid19.

Quando un paziente arriva viene privato di tutti i propri effetti personali, infetti e dunque potenzialmente pericolosi in fase di guarigione. Nelle degenze e nelle terapie intensive quando riprendono conoscenza si trovano però isolati da tutto e da tutti, senza alcuna possibilità di comunicare con i propri cari. Con questi dispositivi possono invece videochiamare a casa e ristabilire un contatto utile a loro come ai familiari per attraversare un momento difficile.

Per questo acquisto sono stati spesi: 3.935 €

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